Arcanazionale

Centro Studi ARCA


Un nuovo obiettivo per ARCA: la ricerca scientifica


Si incomincia giocando, si cresce lavorando. Aquesta regola di vita deve sottostare e lo fa con piacere ed entusiasmo anche un’associazione scientifica. L’ARCA, che con orgoglio riunisce gran parte della Cardiologia Ambulatoriale d’Italia, fa un salto di qualità. Il Consiglio Nazionale e il suo Presidente Giovanni B. Zito hanno, con visione lungimirante, deliberato di istituire il Centro Studi dell’associazione. Esso è costituito da 7 persone, inscindibilmente legate all’associazione, individuate e scelte perché esperte in settori particolari della sfaccettata galassia cardiologica ambulatoriale, più un Direttore che ha il compito di coordinare, stimolare e controllare la tempistica nella realizzazione dei programmi. In realtà, si tratta di amici, di altissimo spessore culturale, ma di ancor più alto valore umano, doti senza le quali sarebbe improponibile un progetto di tal genere perché invidie, gelosie, mancanza di generosità, eccesso di protagonismo, non possibile intercambiabilità determinerebbero l’implosione del gruppo. Il progetto in questione nasce dalla considerazione che la Cardiologia del territorio, ponendosi tra la medicina generale e la cardiologia ospedaliero-universitaria, è il perno su cui ruotano lo screening e il follow-up dei pazienti cardiopatici, è il filtro che seleziona e invia pazienti, laddove indicato, per esecuzione di procedure diagnostiche o terapeutiche, cardiologiche e cardiochirurgiche, ma che assume in terapia e segue nella periodica valutazione coloro che non necessitano di ospedalizzazione, riprende in carico e segue coloro che siano stati dimessi, si interfaccia con la medicina del territorio in tale follow-up. È, in buona sostanza, un collegamento indispensabile tra la medicina generalista e la cardiologia ospedaliera, la quale dovrà indirizzare competenze e risorse per prestazioni di livello più elevato, in un’ottica di economia che vede costi notevolmente minori per le prestazioni eseguite dalla specialistica ambulatoriale, a gestione sia diretta sia accreditata. Ciò fa sì che un numero straordinario e crescente di pazienti sia in cura e per tempo indeterminato presso cardiologi del territorio.
Questo enorme, ma fino a oggi potenziale, patrimonio di dati può e deve costituire la base per ricerche osservazionali e cliniche in campo cardiologico, che possano dire la verità, incontestabilmente dimostrata da grandi numeri, su problemi aperti alla discussione e su quanto in futuro si porrà all’attenzione della comunità scientifica cardiologica. È però doveroso dire che, anche in passato, e senza un Centro Studi, l’ARCA aveva realizzato alcune ricerche di elevato valore scientifico e con buona consistenza numerica, ma ovviamente, senza la continuità che è lecito aspettarsi da oggi in poi. La Cardiologia Ambulatoriale, peraltro, come anche in un recente Editoriale di Damiano Casalucci sulla nostra rivista è scritto, ha già fatto un salto di qualità: i cardiologi di oggi sono sempre Cardiologi clinici, ma sono ormai, per preparazione specialistica secondo programmi conformi alle direttive europee, per esercizio quotidiano di pratiche di diagnostica strumentale che definire di 1° livello è riduttivo, per contatti con strutture di diagnostica di 2° e 3° livello nell’assistenza ai propri pazienti, per partecipazione a congressi e altri corsi di aggiornamento e per la lettura di riviste specializzate, specialisti culturalmente completi, aggiornati e di elevata professionalità.
Il Centro studi dell’ARCA ha iniziato un percorso la cui prima stazione prevede l’individuazione e l’arruolamento di un consistente numero di persone che, per costanza, serietà, passione, disponibilità, attaccamento all’Associazione, costituiscano il nucleo di partenza dei Ricercatori. A essi verrà sottoposto il programma di ogni indagine perché con il Loro lavoro, in tempi rapidi, si possano realizzare le ricerche già ideate dai Componenti del Centro Studi.
Questa prima fase è quasi completata. Confido che, sull’entusiasmo dei risultati, il nostro impegno crescerà, ma lo farà anche il numero di quanti parteciperanno alle nostre attività.


Achille Dato, Direttore Centro Studi ARCA

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