| Cardiologia forense Da quattro anni la rubrica di Cardiologia forense è presente in maniera costante sulla rivista dell’ARCA con la pubblicazione di decine di lavori improntati ai risvolti legali della professione. Di ciò devo ringraziare, soprattutto, Giovanni Zito, Presidente dell’ARCA, e Sandro Fontana, Direttore responsabile, che hanno creduto in questa iniziativa considerandola momento di crescita culturale per tutta l’Associazione e ne hanno sostenuto il percorso culturale, malgrado ciò non fosse ancora negli obiettivi di altre Società scientifiche. Un grazie sentito va, inoltre, ai tanti colleghi cardiologi e ai tanti esperti in medicina legale e in scienze giuridiche che hanno contribuito con i loro lavori e la loro qualificata esperienza alla crescita della rubrica. Il cardiologo, in particolare il professionista che svolge la sua attività negli ambulatori pubblici e privati, in prima linea nella gestione sul territorio delle malattie cardiologiche, si trova spesso a contatto con situazioni che vanno al di là del semplice gesto clinico-terapeutico dovendosi anche confrontare con problematiche valutative medico-legali che presuppongono la concessione di una prestazione normativa e/o economica: invalidità civile, inabilità INAIL, invalidità/inabilità INPS, idoneità alla guida, Legge 626/94, causalità di servizio, assicurazioni private ecc. In questi casi la refertazione specialistica non è più rivolta alla cura della salute, quanto, piuttosto, all’individuazione di un danno cardiovascolare da cui potrà derivare il conseguimento di un beneficio. Se ne deduce, pertanto, come sia necessario che il cardiologo ambulatoriale conosca innanzitutto il fine cui è destinata la prestazione e quali siano i parametri che dovrà fornire per una successiva valutazione medico-legale. Un altro campo di interesse, oramai balzato agli onori quotidiani della cronaca, è quello della responsabilità professionale insita nell’atto medico. Essa risulta essere sempre presente nell’attività quotidiana di tutti i medici, anche se non sempre in modo apparente , motivo per cui è necessario conoscerne le peculiarità, i limiti e le norme che la regolano alla luce, anche, dell’attuale “giustizialismo mediatico”. Molto spesso, inoltre, il cardiologo, chiamato a esprimere giudizi circa la compatibilità o la idoneità in svariati ambiti sociali per finalità penali e civili, deve dimostrare una preparazione che va oltre il compito diagnostico/terapeutico quotidiano: attività certificativa, compatibilità carceraria, idoneità sportiva ecc. Non meno importanti sono i problemi legati alla privacy, al consenso alla prestazione sanitaria e alla sperimentazione farmacologia e clinica, essendo lontani ormai i tempi della gestione “paternalistica” del bene salute da parte del medico. La rubrica di Cardiologia forense proporrà articoli di dottrina medico-forense e casi reali tratti dalla quotidiana pratica medico-legale e cardiologica. Alcuni di questi lavori sono stati presentati, sotto forma di comunicazioni, ai vari congressi nazionali e regionali ARCA, altri sono stati inviati in redazione da colleghi interessati all’argomento. Con la speranza che la rubrica cresca grazie a un impegno corale, come è desiderio del Consiglio nazionale ARCA, e che possa continuare a essere apprezzata da quanti, ogni giorno, operano sul territorio e che non possono ignorare questi aspetti strettamente legati alla loro professione.
Salvatore Cocuzza titcocuzza@virgilio.it
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